bella ciao steve aoki

Dopo la variante spagnola, proposta dalla serie tv "La casa di carta", anche il famoso deejay Steve Aoki e il duo italiano Marnik(Alessandro Martello e Emanuele Longo), hanno rivisitato, ma in stile 'disco', il canto resistenziale più conosciuto, da sempre simbolo della lotta al fascismo e ogni forma di dittatura: Bella ciao.

Si passa, in questo modo, dalla fortunate vicende della banda di ladri con velleità anarchiche che vuole essere una implicita, metaforica critica al sistema, alla celebrazione del sistema stesso, inteso come società della spettacolo che fagocita nella sue logiche tutto e quindi, può trasformare un canto, che è memoria collettiva, in un motivetto da ballare senza troppi pensieri.

Molte le polemiche e le reazioni soprattutto sui social che hanno bollato e stigmatizzato l’operazione che fanno pensare ad sussulto antifascista. Come sottolinea anche Gino Castaldo, tuttavia, a lasciare perplessi è il risultato estetico. Va detto senza mezzi termini: la resa musicale dell’esperimento è davvero di una bruttezza senza uguali, con punte che rasentano il kitsch.

Come insegna la storia della black music, si può ballare e produrre musica di evasione anche utilizzando temi importanti e d’impegno come le lottecontro le ingiustizie e il razzismo e per i diritti civili. Da questo punto di vista, molte barriere e  tabù si sono infranti si è dato sfogo alla voglia di ballare anche chiedendo la liberazione di Nelson Mandela. Bisogna riconoscere, come ricorda Castaldo, che « il ciclone dei remix non ha mai risparmiato niente e nessuno, e gli esempi sono centinaia, anzi migliaia, da Bob Sinclar che ha massacrato Mr. Tambourine man a Gabry Ponte che risistemò a suo modo Geordie di De André, fino a tale BlitzdiPluto che si è messo a giocare con l' Avvelenata di Guccini. Questo solo per citare esempi di canzoni che tenderemmo a definire intoccabili».

Il riutilizzo delle canzoni remixate ha una storia lunga e nasce dal bisogno che avevano i dee jay di allungare i tempi della trance da discoteca con versioni di determinati pezzi che durassero di più o interpolati opportunamente con motivi e melodie orecchiabili e conosciuti. In non pochi casi l’operazione di remixaggio ha contribuito alla fortuna del pezzo d’origine.

La cosa che rende davvero inaccettabile l’operazione di Steve Aoki e Marnik è proprio la cattiva riuscita e la volgarità del risultato finale. La grossolanità e la discutibilità estetica forse si possono considerare, in effetti, la peggiore offesa alla resistenza e ai suoi valori.

 

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