Rigo musicale

Rigo musicale

Per rigo musicale si intende l’insieme delle cinque linee orizzontali parallele divise dai quattro spazi che si utilizzano per scrivere i segni di nota e pausa. Il rigo musicale, così come lo  conosciamo oggi,  noto anche con il termine pentagramma, è in uso a partire dal 1500. All’inizio del rigo musicale si suole collocare la chiave, la quale fissando una nota in una data posizione, determina automaticamente tutte le altre.

 

Per le note che per la loro altezza si collocano al di fuori del rigo musicale si ricorre ai tagli addizionali, tratti di linea che posti al di sotto o al di sopra del rigo musicale ne costituiscono delle immaginarie linee supplementari.

 

Un insieme di righi musicali sovrapposti che necessitano di una lettura contemporanea da parte del direttore d’orchestra o dal singolo musicista, come ad esempio per il pianista, viene detta accollatura.

 

Ci sono una serie di aspetti fondamentali per un’esecuzione, che trovano sul rigo musicale una loro precisa collocazione e modalità di scrittura.

 

Uno di questi aspetti basilari che devono trovare adeguata rappresentazione sul rigo musicale è la Durata. Le note si differenziano non solo per l’altezza ma anche per la durata. Le indicazioni relative a questo fattore sono precisamente quelle che ad un osservatore privo di nozioni di teoria musicale rischiano di tramutare il rigo musicale in un indecifrabile geroglifico. In realtà, si tratta di segni convenzioni che servono, al contrario, a render immediatamente evidente la durata di una nota. Ecco che quindi sul rigo musicale la nota è segnata con pallini bianchi o neri seguiti da aste e bandierine

 

L'unità di misura fondamentale per esprimere la durata musicale è l'intero (4/4) di cui esistono diversi sottomultipli. Quindi avremo:

 

Semibreve 4/4 rappresentata da un cerchietto bianco semibreve

Minima 2/4 rappresentata dal cerchietto bianco con gambo minima

Semiminima 1/4 rappresentata dal cerchietto nero con gambo semiminima

Croma 1/8 rappresentata da cerchietto nero con gambo e cediglia croma

Semicrona 1/16 rappresentata da cerchietto nero con gambo e due cediglie semicroma

Biscroma 1/3 rappresentata da cerchietto nero con gambo e tre cediglie biscroma

Semibiscroma 1/64 rappresentata da cerchietto nero con gambo e quattro cediglie semibiscroma

 

Esiste poi anche una nota che vale il doppio detta Breve rappresentata in tre modi diversi ma assai rara nella scrittura sul pentagramma.

 

Altra notazione fondamentale all’interno del rigo musicale è l’indicazione della durata del silenzio o per essere più precisi la Pausa. La pausa ha una funzione importante quanto quello delle note esprimendo il momento in cui il suono si arresta nel fluire del tempo musicale manifestando in questo modo un respiro, un’esitazione, la dinamica ritmica o la naturale conclusione di un brano. Dunque, anche la pausa deve essere misurata secondo lo stesso principio di misurazione di durata delle note. Ad ognuna delle note appena ricordate corrispondono nel rigo musicale altrettante pause.

 

Semibreve, durata 4/4 semibreve pausa

 

Minima 2/4 minima pausa

 

Semiminima 1/4 semiminima pausa

 

Croma 1/8 croma pausa

 

Semicrona 1/16 semicroma pausa

 

Biscroma 1/3 biscroma pausa

 

Semibiscroma 1/64 semibiscroma pausa

 

Altro elemento importante è rappresentato dalla la Misura o Battuta ovvero l'insieme di valori compresi tra due linee verticali poste sul rigo musicale e chiamate stanghette. Può essere binaria o ternaria a seconda che contenga due o tre dei valori assunti come unità di base (ad esempio binaria è la battuta in due quarti avendo assunto la misura di un quarto, ternaria la battura in tre quarti avendo assunto come unità di base il quarto); semplice a seconda che l’unità di misura sia assunta di per sé o composta quale multipla di una sua suddivisione (ad esempio, una battuta in quattro quarti vale una battuta binaria dove ciascun tempo è composto da due quarti). Più rare le battute in cinque o sette tempi.

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