Gli ingredienti irrinunciabili di una canzone natalizia

Da Mariah Carey a Prokofiev passando per Čajkovskij e Bing Crosby cerchiamo di rintracciare quegli elementi essenziali che trasformano una canzone in un classico natalizio.

 

Un vena di tristezza (alcuni accordi minori)

Natale, si sa, è tempo di gioia, ma non esiste gioia senza una vena di tristezza, che è anche un modo per apprezzarne di più la dimensione positiva che emerge per contrasto. Per usare un parallelo con il gusto potremmo dire che il caramello, in effetti, ha un sapore ancora migliore e più stuzzicante con una spolverata di sale.

Questo preambolo ci consente di scendere nell’aspetto tecnico musicale per evidenziare come inserire accordi minori e diminuiti attraverso una canzone o un pezzo che è altrimenti in una chiave maggiore - o anche cambiare la chiave in una tonalità minore per una sezione – contribuisce in maniera decisa a migliorare e accentuare quella calda sensazione sfocata natalizia.

Basta ascoltare, ad esempio quello che è diventato un classico contemporaneo del Natale All I Want for Christmas is You di Mariah Carey. Quell'accordo che accompagna il disinteresse per i doni dell’interprete nella linea di apertura è un accordo semidiminuito. Quell'accordo da solo non fa la canzone di Natale. Ma genera quel gradevole contrasto cui si accennava, porta quella deliziosa spolverata di sale che rende il dolce del caramello ancora più dolce.

 

Una melodia emozionante

Veniamo ora ad un classico imperituro del repertorio natalizio, una di quelle opere che in maniera automatica vengono associate a questo periodo dell’anno: lo Schiaccianoci di Pëtr Il'ič Čajkovskij. La storia narrata nel balletto è ambientato proprio a Natale e puntualmente, almeno fino allo sciagurato avvento del Covid-19, animava i palcoscenici dei teatri di tutto il mondo nel periodo invernale.

Per illustrare il secondo ingrediente di cui vogliamo parlare, si potrebbe prendere una sezione qualsiasi della partitura, dal momento che trabocca letteralmente di melodie assolutamente splendide e coinvolgenti, ma ci rivolgiamo ad una delle pagine più celebri e celebrate: il Valzer dei fiori.

Il valzer si apre con una melodia semplice ma accattivante prima che l'arpa entri con un intermezzo scintillante. Successivamente viene ripresa dagli ottoni e dai fiati che aprono la strada al pezzo centrale, una melodia di valzer svettante e vorticosa portata avanti dai violini che spinge l’ascoltatore a unirsi ad essa canticchiandola.

 

Un accenno di sapore nostalgico

Il Natale è al 90% nostalgia, quindi se melodia natalizia può suggerire tempi passati, sentimenti andati, farà sicuramente centro e se si riesce a inserire anche una spruzzata di ottimismo proiettata al futuro, tanto meglio.

White Christmas di Irving Berlin è l’esempio perfetto per illustrare questo ingrediente. È un brano scritto negli anni '40 ed è diventato un enorme successo nella versione realizzata da Bing Crosby. Da allora ha conosciuto un successo inarrestabile come canzone natalizia. Il testo è un vero concentrato di nostalgia e malinconico rimpianto per il calore dei tempi andati. Recita il testo:

“Sto sognando un bianco Natale

proprio come quello che ricordo

con le cime degli alberi scintillanti

e i bambini che sono in attesa

di udire il suono dei campanelli della slitta che corre sulla neve”.

Nella registrazione di Crosby la seconda metà della canzone è eseguita da un coro che suona più distante e flebile della voce di Crosby. Potrebbero quasi essere voci spettrali di quei Natali passati ...

E il fatto che la registrazione abbia quel caldo crepitio evocativo del vinile alimenta solo quella sensazione che il Natale fosse davvero migliore negli anni '40.

 

Infine ... campanelli da slitta

Il suono argentino dei campanelli da slitta è fondamentale, in questo caso, parliamo di un elemento che da solo è sufficiente a creare la giusta atmosfera natalizia, al punto che, se non lo si include, si potrebbe compromettere il successo anche di quei brani che abbiano scrupolosamente inserito tutti gli altri ingredienti appena ricordati.

Per avere un esempio sommo al riguardo, torniamo in Russia. Il pezzo in questione è Troika di Prokofiev. Il brano proviene dalla colonna sonora che il compositore russo scrisse per il film sovietico Lieutenant Kijé del 1934. Ma la cosa che ci interessa, in questa sede, è che si tratta essenzialmente di una sorta di concerto per campanelli da slitta. Ascoltandolo non si può fare a meno di sentirsi come trasportati in un ovattato paesaggio innevato nella notte più magica e attesa dell’anno.

E adesso, scusate, corro a scartare i regali sotto l’albero!

 

 

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