La “nuova” canzone dei Nirvana scritta dall’intelligenza artificiale

Si intitola Drowned in the Sun ed è una canzone realizzata da un programma di intelligenza artificiale che è in grado di scrivere canzoni nello stile di artisti famosi. L’operazione rientra all’interno di un progetto che intende attirare l’attenzione sul tema del disagio psicologico all’interno dell’industria discografica.

lost tapes

Sin dalla morte di Kurt Cobain nel 1994, i fan dei Nirvana hanno iniziato a immaginare, con non poco rimpianto, le canzoni che Kurt avrebbe potuto ancora scrivere e l’evoluzione della sua carriera. Ma a parte You Know You're Right, la meditazione scabrosa e spacca-gola che i Nirvana registrarono pochi mesi prima del suo suicidio, e alcune confidenze rivelate dagli amici su una sua potenziale collaborazione con Michael Stipe dei REM o sulla possibilità di iniziare una carriera solista, Cobain ha lasciato solo tanti punti interrogativi.

Di recente un'organizzazione ha creato una “nuova" canzone dei Nirvana utilizzando un software di intelligenza artificiale in grado di riprodurre le caratteristiche di scrittura del cantante-chitarrista. I riff di chitarra variano dal pizzicato stile Come as You Are a quello furioso, Bleach fury à la Scoff. E testi come "The sun shines on you but I don’t know how," e un ritornello che recita "I don’t care/I feel as one, drowned in the sun", possiedono, in effetti, qualità evocative, alla Cobain.

La melodia, intitolata Drowned in the Sun, fa parte di Lost Tapes of the 27 Club, un progetto che include brani scritti e per lo più eseguiti da macchine nello stile di altri musicisti morti a 27 anni come Jimi Hendrix , Jim Morrison e Amy Winehouse. Il progetto è opera di Over the Bridge, un'organizzazione di Toronto che aiuta i membri dell'industria musicale alle prese con la malattia mentale.

Ogni traccia è il risultato di programmi di intelligenza artificiale che analizzano fino a 30 canzoni di ciascun artista e studiano in modo puntuale le melodie vocali, i cambi di accordi, i riff e gli assoli di chitarra, i pattern di batteria e i testi per indovinare come suonerebbero le loro "nuove" composizioni.

Per creare le canzoni, il capo del progetto Sean O'Connor e il suo staff hanno utilizzato il programma AI di Google Magenta, che impara a comporre nello stile di determinati artisti analizzando le loro opere. In precedenza, Sony ha utilizzato il software per creare una "nuova" canzone dei Beatles e il gruppo electropop Yacht lo ha utilizzato per scrivere il loro album del 2019 Chain Tripping.

Per il progetto Lost Tapes, Magenta ha analizzato come file MIDI fino a 30 canzoni di ogni artista, studiando in modo granulare le melodie vocali dei brani, i cambi di accordi, i riff e gli assoli di chitarra, i ritmi di batteria. Dopo aver esaminato le scelte musicali di ogni musicista, il computer ha creato nuova musica da cui i curatori del progetto hanno potuto scegliere le sezioni migliori e più riuscite.

O'Connor e il suo team hanno utilizzato un processo simile per i testi, utilizzando un programma di intelligenza artificiale generico chiamato rete neurale artificiale. Inizialmente hanno inserito i testi dell'artista, poche parole per volta, verificando come il programma avrebbe indovinato la cadenza e il tono della poesia per completarla. "Sono stati molti tentativi ed errori", ha detto O'Connor, aggiungendo che il team ha esaminato "pagine e pagine" di testi per i giri di frase che si adattavano sillabicamente alle melodie vocali prodotte da Magenta.

Una volta che le composizioni erano state create sono stati reclutati i cantanti. "Tutti quelli che abbiamo coinvolto, per la maggior parte, sono componenti di tribute band, quindi erano in grado di ricreare le peculiarità vocali dei diversi artisti e rendere il tutto più credibile”, ha dichiarato O'Connor.

Al di là degli aspetti di curiosità e gioco che attraversano l’operazione, l’intento più serio e importante è quello di aumentare la consapevolezza e l’attenzione sul disagio psicologico e la salute mentale degli addetti all’industria musicale. “E se tutti questi musicisti che amiamo avessero un supporto per la salute mentale?” dice Sean O’Connor, che è nel consiglio di amministrazione di Over the Bridge “In qualche modo nell’industria musicale, l’essere depressi è una situazione ‘normalizzata’ e romanzata… La loro musica è vista come autentica sofferenza“. La domanda fondamentale che sorge è giusto e lecito continuare a sfruttare – parliamo sia ai produttori ma anche ai fan – il mood dell’artista “maledetto” e depresso per il legame supposto con la loro capacità creativa? Over the Bridge intende intervenire su queste situazioni e per questo  gestisce una pagina Facebook che offre supporto, oltre a sessioni Zoom e workshop per educare gli artisti e farli sentire meno soli. “A volte solo il riconoscimento di un'altra persona che dice: 'Mi sento come te' è sufficiente per far sì che le persone sentano almeno di avere una sorta di supporto”, afferma Michael Scriven, un rappresentante di Lemmon Entertainment il cui CEO è nel consiglio di amministrazione di Over the Bridge.

Scriven spera che il progetto aumenti anche la consapevolezza del carattere insostituibile del lavoro umano in musica, anche nel caso di musica attraverso programmi di intelligenza artificiale. "C'è una quantità notevole di lavoro umano all'inizio, nel mezzo e alla fine per creare qualcosa del genere", dice. "Molte persone potrebbero pensare che l’intelligenza artificiale sostituirà i musicisti ad un certo punto, ma il numero di umani necessari solo per arrivare al punto in cui una canzone è ascoltabile è, in realtà, piuttosto significativo." Ogni canzone ha richiesto il lavoro di O'Connor, di un tecnico Magenta, di un produttore musicale, di un ingegnere del suono e di cantanti. "Non premeremo un pulsante per sostituire questi artisti", ha dichiarato significativamente O'Connor.

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