Il palazzo che canta sotto la pioggia

A Dresda un palazzo canta letteralmente sotto la pioggia. Si chiama Funnel Wall e si trova all’interno del Kunsthofpassage, una delle zone più originali e creative della città.​

 

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Diceva Göethe secoli fa: "La Musica è architettura svolta, mentre l'architettura è musica pietrificata", sintetizzando in poche parole il rapporto di interconnessione tra due forme d’arte che, in quanto tali, sono anche forme di comunicazione.

Osserva sull'argomento Marco Testa: “L’idea che accomuna musica e architettura è antica almeno quanto il mondo classico: i Greci trasferirono in architettura i rapporti matematici e le proporzioni che già avevano ravvisato proprio nella musica, e il senso della proporzione (proporzione appunto secondo i dettami classici) pervade e influenza fortemente ancora, in Occidente e oggi non più soltanto in Occidente, il nostro senso del bello, sicché il legame tra proporzioni musicali e architettoniche si è traghettato anche nella comune percezione, sino alla contemporaneità: non è affatto un caso se nel Rinascimento Leon Battista Alberti, una delle figure più straordinarie e poliedriche di quell’epoca fortunata, raccomandava agli architetti di studiare musica, in quanto in essa vi si potevano ritrovare le stesse proporzioni”.

 

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superscheeli // Flickr // CC

La musica degli elementi

 

A Dresda, in Sassonia, si può osservare con non poca meraviglia una sintesi perfetta di questa relazione idealmente fin qui enunciata tra musica e architettura, osservando uno stupefacente edificio che, possiamo dire, canta letteralmente sotto la pioggia. Il palazzo rientra all’interno del progetto artistico chiamato: Hof der Elemente (in italiano “il Cortile degli elementi”).

Il particolare edificio è situato nel nuovo quartiere studentesco Neuestadt (in italiano la “Città nuova”) all’interno del Kunsthofpassage, il “Passaggio nel cortile dell’arte”, considerato una meta obbligatoria per gli amanti dell’arte e diventato nel tempo una delle principali attrazioni turistiche della città. L'ideazione di questo singolare progetto si deve al genio artistico della scultrice Annette Paul cui hanno collaborato i designer Cristopher Rossner e Andre Tempel che hanno chiamato la loro opera Funnel Wall (in italiano “la parete degli imbuti”).

Come racconta Annette Paul, l'ispirazione per la progettazione è nata nella sua casa di San Pietroburgo, dalla bizzarra architettura dei tubi di scolo osservata in quella città. Lì i tubi hanno un diametro molto più grande che in Germania e corrono apertamente in curve selvagge sulle facciate.

L’idea di sfruttare il suono degli elementi, del resto, ha trovato una sua celebre applicazione anche nel caso dell’organo marino costruito lungo la banchina del porto di Zara in Croazia, un miracolo architettonico forgiato su una serie di scalini e composto da canali connessi a 35 tube in polietilene di varie lunghezze, diametro e inclinazione, ognuna collegata, a sua volta, a differenti corde musicali. Andando dietro nel tempo, il tentativo di estrarre il potenziale musicale della natura è stato variamente sperimentato da artisti e pensatori, il primo dei quali fu Ctesibio, un intellettuale vissuto ad Alessandria tra il 285 a.C. e il 222 a.C., che ideò il primo organo ad acqua utilizzando la tecnica dei vasi comunicanti.

 

Fullen Wall

 

Nel caso del Fullen Wall, l'elemento naturale utilizzato è la pioggia che ha già di per sé una sua musicalità ritmica. La facciata è stata progettata secondo il metodo della “macchina di Rube Goldberg”, che permette ai tubi di convertire il suono della pioggia in una sinfonia, trasformandoli in veri e propri strumenti musicali suonati dello scorrere dell’acqua piovana. Colpisce anche lo sguardo lo stagliarsi, sullo smagliante fondo blu, dell’intricato sistema di tubi, scarichi, grondaie e tubature, la cui forma all'ingresso di raccolta o all'uscita di scolo dell'acqua è realizzata, in alcuni casi, secondo la forma ad imbuto simile a quella degli strumenti a fiato, come tromba, trombone eccetera.

La musica che questo originale palazzo esegue è molto variegata e asseconda l’intensità e il ritmo delle precipitazioni e del vento, che possono essere considerati gli estrosi e originali autori di questo suggestivo teatro della piaggia, capace di regalare delle sinfonie dal forte potere evocativo.

Oltre al Cortile degli elementi, che ospita il palazzo che canta, il "Passaggio nel cortile dell'arte" è composto da una serie di altri quattro cortili, che sono: l’Hof der Fabelwesen (il Cortile delle creature mitologiche), l’Hof des Lichts (il Cortile delle luci), l’Hof der Metamorphosen (il Cortile delle metamorfosi) e l’Hof der Tiere (il Cortile degli animali). Ogni cortile è stato progettato da un’artista e in ciascuno vi è un tema specifico con un compito di fondo ben preciso: quello di rendere Dresda più allegra e vivibile, indirizzando l'attenzione degli abitanti e dei turisti verso l'importanza della musica e dell'arte.

 

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