Breve antologia della canzone d’amore italiana

Di cosa si può cantare se non d’amore? Questo sentimento ha ispirato un fiume di versi e di note che hanno cercato di descriverne la natura e l’incanto. Un’operazione tutt’altro che semplice, che nel caso della canzone d’amore italiana può vantare, però, degli autentici capolavori che passiamo in rassegna in questo articolo.

 

La canzone d’amore italiana

La canzone d’amore italiana è rappresentata da un repertorio tanto vasto quanto vario negli esiti. Da sempre il tema amoroso in tutte le sue declinazioni, sia esso per un lui, per una lei, per un amore sognato, contrastato, ideale, reale, che fiorisce o che finisce, ha costituito il tema d’elezione della produzione musicale nazionale. Del resto si è sempre detto che quel grande spaccato dell’Italia in musica che è Sanremo ha fatto della rima amore/cuore uno dei suoi refrain d’elezione più volte messo alla berlina e parodiato. L’amore, in effetti, è un tema sicuramente di facile e immediata presa, ma anche assai scivoloso; il crinale tra l’immagine che commuove e il cliché abusato e frusto è sempre assai labile. Quando, tuttavia, la magia riesce, quelle canzoni toccano il cuore della gente e diventano delle vere e proprie lettere d'amore che sembrano scritte apposta per ciscuno di noi, riuscendo ad accordarsi miracolosamente ai nostri più intimi moti dell'anima.

La canzone d’amore italiana accompagna i decenni della nostra musica leggera, segnandoli e scandendoli con diverse chiavi di accesso. Probabilmente gli anni Sessanta sono il decennio che ha prodotto i maggiori titoli del genere, consegnandoci autentici capolavori capaci di togliere il fiato ancora oggi. Non mancano anche i successi strappalacrime degli anni Settanta e Ottanta, con le ballad di grandi cantautori a celebrare il più cantato dei sentimenti. E poi gli anni Novanta, in cui si assiste al fiorire delle coppie artistiche con i loro duetti, per arrivare infine agli anni Duemila, che continuano ad aggiornare la lunga tradizione dell’amore in musica.

Si può tranquillamente affermare che, oltre ai veri e propri specialisti come Battisti, praticamente tutti gli artisti del nostro paese hanno fornito almeno un contributo alla canzone d’amore italiana, anche quelli più insospettabili e cerebrali come Battiato che, tra l’alto, ci ha fornito uno dei più alti esempi di canzone d’amore con la splendida Cura.

Forniamo di seguito una piccola selezione tratta dall’imponente repertorio della canzone d’amore italiana, che vuole essere esemplificativa di quanto davvero la musica possa essere il linguaggio dell’amore, capace di far cantare il cuore e raccontarci questo misterioso sentimento come forse nessuna altra espressione umana.

Lucio Battisti - E penso a te

 

L’abbiamo appena citato, quando si parla di canzone italiana d’amore non si può fare a meno di partire da Lucio Battisti, autore, insieme al paroliere Mogol, di un canzoniere amoroso che esplora tutte le sfumature di questo sentimento con una vena ora giocosa, ora poetica, ora cupa e disperata. Da questo straordinario repertorio, proponiamo E penso a te, una canzone del 1970 che gioca sapientemente tra passato e presente, tra presenza sfumata nella nostalgia e assenza che si fa vivida ferita nella mente. Ed è proprio questa assenza a bruciare e ad alimentare un amore che, invece di dissolversi col passare del tempo, cresce a dismisura.

 

Ivano Fossati - La costruzione di un amore

 

Canzone d’amore italiana tra le più belle e alte, La costruzione di un amore fu scritta da Ivano Fossati nel 1978 per la voce di Mia Martini durante la tormentata e burrascosa relazione che li legò fino al 1984. Il brano dipinge con poesia vera le sensazioni, le difficoltà, le ansie e le emozioni che si possono provare in un rapporto d'amore e nella sua giornaliera costruzione e invenzione. Quello che sorprende di questo straordinario testo è la sua capacità di risultare sempre convincente e a fuoco, qualsiasi sia la sfumatura che vogliamo dare all’interpretazione dei suoi versi.

 

CCCP - Annarella

 

Annarella è una canzone dei CCCP – Fedeli alla linea contenuta in Epica Etica Etnica Pathos, l’ultimo album inciso dalla band emiliana. Si tratta di un brano che Giovanni Lindo Ferretti scrisse per il padre scomparso ma che decise di dedicare ad Annarella Giudici in seguito all’unico litigio avuto con la  “benemerita soubrette” dei CCCP. Poche semplici parole che recitano: Lasciami qui/Lasciami stare/Lasciami così/Non dire una parola che/Non sia d'amore/Per me/Per la mia vita che/E' tutto quello che ho/E' tutto quello che io ho e non è ancora/Finita/Finita...

 

Lucio Dalla - Anna e Marco

Lo sguardo poetico di Lucio Dalla si posa in questa canzone su una giovane coppia, raccontandone l’incontro tra baci appassionati, vuoti da riempire, sogni e speranze che proiettano verso il futuro. Una canzone che parla d’amore in modo semplice e ingenuo come solo le favole sanno fare, ma che delle favole conserva anche la forza comunicativa e l’attualità, continuando a raccontarci della libertà di amare.

 

Sergio Endrigo - Io che amo solo te

 

Uscito come singolo di Sergio Endrigo, mirabilmente arrangiato da Luis Enriquez Bacalov, il brano fu pubblicato nel 1962. Si tratta di un piccolo gioiello che canta con la semplicità delle cose vere la scelta di condividere la vita con una sola persona, per sempre. Il testo è misurato e lineare: parla di un amore unico ed assoluto. Il protagonista dichiara la sua devozione per la persona amata, promettendo fedeltà e la rinuncia a cercare nuove illusioni. Un piccolo, preziosissimo gioiello della canzone d’amore italiana.

 

Luigi Tenco - Mi sono innamorato di te

 

L’incanto di un piano e un trionfo d’archi disegnano un tappeto di note su cui si adagiano le parole quasi sussurrate dall’inconfondibile vena interpretative di Luigi Tenco. Anche qui, poche parole descrivono con perfezione assoluta la nascita di un amore. Tenco racconta come due menti e due corpi arrivino ad accostarsi e a non poter far più a meno l'uno dell'altro. L’amore – c’è poco da fare – nasce per caso. “Non avevo niente da fare”, canta Tenco. Nasce da un bisogno di compagnia e dall’aspirazione al sogno, innata in tutti gli esseri umani.

 

Gino Paoli - Il cielo in una stanza

 

Una canzone d’amore italiana divenuta iconica è sicuramente Il cielo in una stanza di Gino Paoli. La canzone che ha fatto sospirare d’amore intere generazioni, creando un vero e proprio immaginario romantico, nasce prosaicamente da un’avventura con una prostituta in una casa chiusa dal soffitto viola. Senza far ricorso a rime e ritornelli, il testo tratteggia con evidenza pittorica l’incontro di due corpi e due anime che scoprono complicità, passione e condividono una esigenza di evasione e futuro.

 

Piero Ciampi - Tu no

 

Piero Ciampi era un uomo che cantava e portava sul palco la sua vita, le sue idee, i suoi fallimenti, i suoi amori finiti e lo faceva con una sincerità disarmante, cancellando inevitabilmente il confine fra arte e vita. Le parole che dedica alla sua donna in questa canzone sono una confessione a cuore aperto resa straziante dallo spasmodico intercalare che scongiura l’addio (“se non so farti felice anche se continuo a bere, tu no, tu mi devi star vicina, perché ormai io sono fuori, tu no”), un fantasma costretto a rivivere la scena della sua morte fino alla più disperata ammissione d’impotenza (“io non so che cosa fare, non capisco questa vita”).

 

Vasco Rossi - Albachiara

 

Agli inizi della sua carriera nel 1970 il rocker di Zocca ci regala questa ballata intima e ispirata divenuta una delle sue canzoni più famose e giustamente celebrate. La canzone racconta di una infatuazione per una ragazzina tredicenne timida e “assorta nei suoi pensieri” che il cantautore poteva vedere ogni giorno dalla finestra di casa sua. Chi era la ragazzina di Albachiara? Tale Giovanna, cui l’artista dedicò più tardi un altro suo celebre brano Una canzone per te.

 

Francesco Guccini - Canzone quasi d’amore

 

Si tratta dell’unico titolo dell’intero corpus gucciniano in cui compare la parole amore, la cui enfasi è, non a caso, subito corretta dal dubitativo quasi. Un avverbio che racconta la difficoltà dell’approssimarsi con le parole alla pienezza e alla complessità dell’amore. La canzone vuole essere uno smascheramento di tutti gli stilemi e i topoi abusati per descrivere questo sentimento alla ricerca di una sua verità più dimessa, ma sicuramente più autentica.

 

Roberto Vecchioni - Luci a San Siro

 

Il primo successo artistico di Roberto Vecchioni affronta in maniera diretta la problematica di una propria coerenza artistica ed esistenziale. Ai discografici che pretendono la solita canzonetta dolciastra, vendibile e orecchiabile, facilmente rintracciabile proprio in un certo filone della canzone d’amore italiana, Vecchioni risponde parlando della ferita vissuta e palpitante per un amore giovanile finito, per un tempo irrimediabilmente passato, racconta in maniera accorata della fatica che costa il ricercare una propria dirittura umana e intellettuale. “E che gli dico / Guardi non posso / Io quando ho amato / ho amato dentro gli occhi suoi / Magari anche fra le sue gambe / Ma ho sempre pianto per la sua felicità”.

 

Fabrizio De Andrè - Canzone dell’amore perduto

 

La canzone dell'amore perduto è ispirata alla biografia di De Andrè e in particolare alla fine della storia d'amore fra lui e la sua prima moglie Enrica Rignon. Nelle sue canzoni De André amava spesso parlare dell’amore che è tanto intenso quanto fugace. In Amore che vieni, amore che vai affrontava la caducità del sentimento, nella Canzone dell’amore perduto il poeta racconta come concretamente un amore finisce. “L'amore che strappa i capelli/è perduto ormai/non resta che qualche svogliata carezza/e un po' di tenerezza”. E anche se il protagonista rimpiangerà la fine della passione, la vita va avanti e ci sarà sempre un'altra possibilità per lo sbocciare di un sentimento nuovo. “Ma sarà la prima/che incontri per strada che tu/coprirai d'oro/per un bacio mai dato/per un amore nuovo”.

 

Mina - Mi sei scoppiato dentro il cuore

 

In questa canzone la meravigliosa voce di Mina racconta la più classica situazione di un colpo di fulmine. Il brano del 1966 descrive il brivido e la bellezza dello sguardo ricambiato, dello sfiorarsi della mani e del fiorire di un sorriso sul viso. È l’amore che sorprende e ci coglie alla sprovvista, lasciandoci storditi e ubriachi di desiderio con il cuore che scoppia di gioia ed emozione.

 

Francesco De Gregori - La donna cannone

 

Al giovane Francesco De Gregori l’ispirazione per la canzone venne leggendo un articolo di giornale intitolato La donna cannone molla tutti e se ne va, nel quale si raccontava la storia di una star di un circo che a un certo punto decide di partire, inseguendo il suo grande amore. Nella canzone si racconta proprio la storia di una donna che, per potersi sentire finalmente libera e felice, avverte l’esigenza di coltivare un sogno che la porti oltre quel tendone di circo in cui si esibisce. Quella forza che riesce a portarla oltre è naturalmente l’amore che la solleva leggera oltre le costrizioni e le convezioni che la circondano e "senza fame e senza sete, e senza ali e senza rete voleremo via". Ed è così che l’anima avverte il bisogno della fuga, di una svolta di cui sa essere l’unica protagonista (Tutta sola verso un cielo nero nero s’incamminò).

 

Mia Martini - Almeno tu nell'Universo

 

In apertura si parlava delle canzoni di Sanremo divenute simbolo di un certo tipo stereotipato di canzone d'amore italiana, ma su quel palco Mia Martini ha scritto una delle pagine più belle e memorabili della musica leggera del nostro paese, regalandoci una canzone che è entrata nella memoria collettiva. Un canto che diventa il grido struggente e accorato di una donna fragile e segnata che trova la forza per chiede amore sincero e rispetto dopo tante delusioni e sofferenze. Una donna, che nonostante tutto, è ancora pronta a ricominciare e a nutrire fiducia nell’altro: “Tu, tu che sei diverso / Almeno tu nell’universo / Un punto sei, che non ruota mai intorno a me / Un sole che splende per me soltanto / Come un diamante in mezzo al cuore”.

 

Franco Battiato - La cura

 

La Cura di Franco Battiato rappresenta uno dei vertici della canzone d’amore italiana di tutti i tempi, un autentico miracolo di profondità e limpida bellezza del verso. Un madrigale del terzo millennio che vuole essere un inno all’amore fedele e senza tempo. “L'essere speciale” è raccolto in sortilegio d’amore nel palmo della mano dall'amante che lo custodisce alla stregua del più prezioso dei gioielli e gli conferisce inalterata bellezza, annullandone cadute e temporali fragilità

 

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