Scienza e musica: alcune curiosità

L’incontro tra scienza e musica ha prodotto nel corso del tempo una serie di studi che hanno messo in evidenza aspetti curiosi e davvero sorprendenti dell’influenza e del ruolo che l’universo delle sette note ha nella vita di tutti i giorni. In questo articolo riportiamo alcune tra le più singolari di queste ricerche.

 

scienza e musica

Scienza e musica è un connubio che non manca di riservare sorprese. La musica da sempre è oggetto di indagini e studi da parte della scienza che non smette di indagare l’universo delle sette note, ritrovandovi una fonte inesauribile di rivelazioni e curiosità. L’idea che se ne ricava, al di là degli aspetti originali di alcuni indagini come vedremo, è il grande potere che la musica è in grado di esercitare sulle nostre vite a tutti i livelli, anche quelli più impensati.

 

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Il rock e il lamento dell’animale ferito

 

Il legame tra scienza e musica è in grado anche di dare una risposta alla grande domanda: perché ci piace la musica rock? È il brivido viscerale prodotto dal vibrare della chitarra? Il martellamento dei ritmi? Quel classico atteggiamento rock'n'roll?

Niente di tutto questo. Secondo uno studio universitario riportato dal Daily Mail, la nostra predilezione per il rock avrebbe un ancoraggio nei nostri retaggi primitivi. Sorprendentemente, infatti, lo studio ha messo in evidenza che le sonorità rock evocano il lamento degli animali in difficoltà. Proprio così, la ragione psicologica per cui ci piace la musica rock è perché i suoni distorti e i toni stridenti ricordano da vicino le richieste di soccorso degli animali, mettendo così in evidenza le nostre tendenze primitive e animalesche.

Lo studio proviene da un team dell'Università della California, che ha pubblicato il loro rapporto sulla rivista scientifica Biology Letters, ed è il primo del suo genere a mettere insieme studi scientifici sulla comunicazione degli animali con la percezione della musica. Uno degli autori dello studio, Daniel Blumstein, ha affermato che "la musica che condivide le caratteristiche uditive con le vocalizzazioni degli animali in difficoltà cattura l'attenzione umana ed è eccitante in modo univoco". Questo perché durante le primitive fasi della sua evoluzione, l'uomo ha sviluppato la capacità di riconoscere queste richieste di aiuto animale, sia collegandole al pericolo che ad una probabile possibile preda in difficoltà da trasformare in lauto pasto. (Fonte notizia)

 

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Legame tra suono e gusto

 

Vuoi sapere che sapore ha la tua band preferita? La dolcezza delle note di Mozart può essere percepita anche dalle papille gustative? Uno studio condotto da scienziati dell'Università di Oxford ha scoperto che proprio come l'aspetto e l'odore del cibo possono influenzare il nostro gusto, così anche il suono. La ricerca guidata da Charles Spence, professore di psicologia sperimentale a Oxford, ha scoperto che il gusto del cibo poteva essere modificato in base alla colonna sonora di sottofondo e alle sue proprietà sonore.

La ricerca ha esteso l'area delle applicazioni sensoriali del cibo e ha scoperto che alcuni toni rendono le cose più dolci o più amare. Ad esempio, i suoni bassi di ottoni inducono amarezza, mentre i toni acuti - come quello di un pianoforte brillante - possono rendere il cibo apparentemente più dolce. "Non siamo ancora del tutto sicuri di cosa accada nel cervello, ma succede qualcosa ed è davvero eccitante", ha affermato Russell Jones, un membro della Experimental Food Society. "Sappiamo quale frequenza rende le cose più dolci". Parlando delle implicazioni e del potenziale pratico, dice Jones, "potenzialmente potresti ridurre lo zucchero in un alimento ma usare la musica per farlo sembrare altrettanto dolce alla persona che lo mangia". Non escluso che in un futuro non troppo lontano potremmo mangiare “cibo modificato sonicamente”. (Fonte notizia)

 

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Musica ad alto volume

 

Stufo del rumore della radio commerciale? Trovi noiosi artisti del calibro di Robbie Williams e Lady Gaga? Bene, ora ci sono alcune prove concrete che corroborano le tue sensazioni. Dopo aver analizzato un vasto archivio di musica chiamato "Million Song Dataset", un team spagnolo ha analizzato la musica pop degli ultimi cinque decenni, applicando algoritmi matematici e una serie di analisi arrivando alla conclusione che le canzoni pop nel corso di questi anni vengono registrate ad volume molto più alto e risultano meno diversificate nel loro contenuto musicale.

Joan Serra del Consiglio Nazionale delle Ricerche spagnolo, ha spiegato che le loro scoperte hanno riscontrato un aumento del volume generale della musica e l'uso di accordi e melodie sempre più simili. "Abbiamo trovato prove di una progressiva omogeneizzazione del discorso musicale", spiega Serra. "In particolare, abbiamo ottenuto indicatori numerici che la diversità delle transizioni tra combinazioni di note - accordi più o meno melodici - è costantemente diminuita negli ultimi 50 anni." Serra e il suo team nel loro studio affermano che la "tavolozza timbrica" ​​della musica pop è diventata meno ampia, il che significa che le canzoni presentano sempre meno suoni diversi.

Per quanto riguarda la "rumorosità" della musica pop contemporanea, il team di Serra ha scoperto che negli ultimi 50 anni si è registrata una tendenza e un progresso nel "volume intrinseco"; un termine riferito all'intensità con cui è registrata una canzone. Ciò significa che una canzone riprodotta allo stesso volume di un'altra può sembrare più rumorosa se il suo valore di "volume intrinseco" è maggiore. (Fonte notizia)

 

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Musica e concentrazione

 

Per molti, soprattutto per i genitori preoccupati del rendimento scolastico dei propri figli, la musica appare come una distrazione che distoglie dagli obiettivi fondamentali come lo studio, eppure una ricerca americana ha dimostrato che la musica favorisce la concentrazione dei bambini in maniera molto efficace e insospettata. Lo studio condotto dalla Florida International University Centre for Children and Families ha scoperto infatti che le distrazioni musicali non sono affatto distrazioni, anzi aiutano la concentrazione, al contrario degli stimoli prodotti dalla tv.

Tirando le conclusioni sullo studio da lui condotto William E. Pelham Jr, ha dichiarato: "Se un bambino dice che può guardare la TV e concentrarsi, non è vero. Con la televisione, abbiamo scoperto ciò già sapevamo ". "Ma con la musica abbiamo scoperto, nella maggior parte dei casi, che non ha davvero influenzato negativamente i bambini." Comparando la capacità produttiva di studenti impegnati in esercizi di meditazione con quella di altri impegnati nell’ascolto della loro musica preferita si è potuto osservare che non si registra alcune differenza qualitativa né quantitativa. (Fonte notizia)

 

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Il pogo e le particelle di gas

 

Scienza e musica possono alimentare le curiosità e le indagini più inaspettateproprio come nel caso dello studio condotto da un giovane laureato del dipartimento di fisica della Cornell University di New York che ha applicato la fisica alle dinamiche del pogo (ballo collettivo" che si pratica abitualmente durante i concerti punk, rock e hardcore/frenchcore.) Sebbene questo tipo di ballo possa essere spesso liquidato puro regno del caos, espressione di euforia fuori controllo dettata dalla musica, Jesse Silverberg ha scoperto che ci sono ricorrenza distinte in tale ambiente che suggeriscono una sorta di caos organizzato in contrapposizione a uno stato di pura anarchia.

Oltre all’osservazione diretta la sua ricerca si è estesa anche ai video di YouTube per provare e ottenere una visione migliore di ciò che accade alle persone quando sono esposte a "musica forte e veloce (130 dB, 350 battiti al minuto) ... luci brillanti, lampeggianti e frequente intossicazione." "Si scopre che la descrizione statistica che usiamo per i gas corrisponde al comportamento delle persone nei pogo ”. In altre parole, le persone che pogano rimbalzano come le molecole in un gas e gli stessi principi spesso associati allo studio di queste particelle possono essere applicati alle persone coinvolte all’interno di questi balli collettivi durante i concerti. (Fonte notizia)

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