Un celebre dipinto rivela un misterioso spartito

Osservando il celebere Trittico del Giardino delle delizie di Hieronymus Bosh, la blogger e appassionata di musica Amelia ha scovato uno spartito musicale, consegnando alla rete una melodia rimasta nascosta per oltre cinquecento anni.

 

Trittico del Giardino delle Delizie

Il Trittico del Giardino delle delizie

 

Quello che per la presenza di numerosi strumenti nella raffigurazione viene definito L’inferno musicale è un dipinto autografo di Bosch collocato sull’anta destra del celebre Trittico del Giardino delle delizie, realizzato con la tecnica a olio su tavola tra il 1480 e il 1490 circa e custodito nel Museo del Prado a Madrid. 

Il Trittico è considerato il capolavoro e l'opera più ambiziosa di Hieronymus Bosch, poiché, mai come in questo caso, la sua arte raggiunge un livello di complessità e profondità simbolica così pregnante che si traduce in una rappresentazione di vivida e perturbante efficacia. L’opera si compone di tre pannelli raffiguranti il primo, a sinistra, la creazione con Dio, Adamo ed Eva, al centro una serie di figure reali e di fantasia in un prato rappresentanti "la cavalcata della libidine attorno alla fontana della giovinezza", mentre a destra si può vedere uno scorcio dell’inferno.

 

Trittico del Giardino delle Delizie

L’inferno musicale

 

In quest’ultimo vengono raffigurate le anime di coloro che in vita abusarono dei piaceri carnali e che commisero altre colpe. In particolare, nella zona inferiore del pannello sono raffigurati diversi strumenti musicali usati come strumenti di tortura per le punizioni corporali dei dannati, inflitte da curiosi demoni-grilli; per quanto si tratti di un simbolismo ricorrente e presente in diverse opere del pittore, qui la rappresentazione sembra calcare in maniera decisa sulla connotazione assurda e farsesca con una apparente compiaciuta insistenza sul carattere mostruoso dei tormenti demoniaci.

Il curioso utilizzo simbolico degli strumenti musicali può essere facilmente spiegato ricordando sia la specifica connotazione erotica e sensuale correntemente attribuita agli strumenti musicali nell’arte coeva alla realizzazione del Trittico, sia con la consuetudine, tipica dei menestrelli girovaghi dell’epoca, di esprimere in musica i loro versi licenziosi. Probabilmente in questa rappresentazione si può rintracciare un monito morale nei loro confronti da parte di Bosh, oltre ad una interpretazione allegorica del peccato come "musica della carne".

 

Trittico del Giardino delle Delizie

Lo spartito

 

Da quanto fin qui detto, si può facilmente intuire quanto profondamente l’intensità simbolica e allegorica di questa stupefacente e visionaria opera abbia impegnato nei secoli esegeti, critici e interpreti a vario titolo. I complessi elementi e concetti esposti nel dipinto hanno dato vita a una miriade di analisi, basate spesso su sistemi simbolici derivanti dai più disparati e arcani ambiti della conoscenza, dall'astrologia al folclore, dal subconscio umano all'alchimia, quest’ultima, in particolare, è un mondo misterioso accostato profondamente all'iconografia del Giardino.

Tuttavia, proprio come c’è da aspettarsi da ogni autentica opera d’arte, Il Trittico del Giardino delle delizie appare inesauribile e fonte di sempre nuove scoperte, alcune particolarmente sorprendenti e curiose come quella effettuata dalla blogger statunitense Amelia.

La blogger, osservando la parte del dipinto raffigurante l’inferno musicale, è stata colpita da una figura, tra le tante dipinte in questo pannello, ritratta solo per metà in posizione prona e svestita. È soprattutto un dettaglio ad attirare la sua attenzione di amante della musica, sulla pelle, proprio sul fondoschiena, in una sorta di tatuaggio ante-litteram, è possibile scorgere uno spartito musicale su cui una figura mostruosa di colore rosa sembra aver appena tracciato delle note con la sua lunga lingua. Incuriosita dall’immagine, la blogger ha deciso di trascrivere in notazione moderna la melodia evidentemente riportata secondo la vecchia forma di notazione usata per i canti gregoriani.

Dopo aver registrato l’esecuzione dello spartito al pianoforte, lo ha diffuso in rete con l’irriverente titolo di Hieronymus Bosch Butt Music. Dello spartito sono state pubblicate on line diverse versioni ed è con non poca emozione che ora possiamo accostarci all’ascolto di questo messaggio musicale rimasto muto per oltre cinquecento anni. Le sonorità che se ne ricavano, descrivono una musica dal sopore conturbante e sinistro che, per quanto direttamente recapitata dalla fine del XV secolo, appare perfetta per le atmosfere gotiche e da incubo di un Dario Argento. Di seguito la musica nascosta di Bosh in due differenti versioni.

La versione originale della blogger

 

Un'altra versione arrangiata in maniera più completa

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