Metronomo

Brevettato da Johann Maelzel nel 1815 come strumento per musicisti, sotto il titolo "Strumento / Macchina per il miglioramento di tutta la performance musicale", il metronomo è un apparecchio, in origine meccanico oggi anche elettronico, digitale o software, che scandisce in modo visibile e udibile, movimenti regolari la cui velocità può essere stabilita secondo una scala variabile da 40 a 208 battiti al minuto. È universalmente usato per fissare in maniera precisa e univoca il tempo di base di una composizione.

 

Storicamente è l’avvento della musica mensurale a far nascere l’esigenza di stabilire un parametro di riferimento certo per indicare la velocità di esecuzione di un determinato brano. Fino al Settecento esisteva un sistema di proporzioni legato al tactus ovvero il battito cardiaco. Un sistema che, però, non garantiva omogeneità e misura standard essendo il battito cardiaco oltremodo variabile e incostante.

 

Sulla base dell’osservazione, ad opera di Galileo Galilei, dell’isocronismo del pendolo, si cominciò a utilizzare le sue oscillazioni come riferiemento per misurare e riprodurre la velocità di una pulsazioni ritmica. Un primo utilizzo a questo fine del pendolo è quello messo in pratica da Thomas Mace nel corso del 1600, successivamente si registrano i contributi di Étienne Loulié che mette a punto un primo metronomo graduato costituito da un peso fissato a un filo che doveva essere osservato, e soprattutto quello di Dietrich Nikolaus Winkel, che va considerato l’effettivo inventore del metronomo, che costruisce lo strumento che conosciamo a doppio pendolo.

 

A brevettare il metronomo è, tuttavia, come detto in apertura, Johann Maelzel che modificò lo strumento costruito da Winkel per ottenere un battito anche sonoro e non solo visivo.

 

Il metronomo analogico è costituito fondamentalmente da un’asta che si muove seguendo un moto oscillatorio perpetuo accompagnato da un ticchettio che fornisce una guida sonora che aiuta il musicista a mantenere il giusto tempo di esecuzione. Sull’asta sono presenti dei numeri siglati MM, cioè Metronomo Mälzel, o anche BPMBeats Per Minute (Battiti Per Minuto). Come già ricordato, i valori indicati dai numeri presenti sul metronomo meccanico sono compresi tra i 40 e i 208 battiti al minuto, con i moderni metronomi software o digitali si può impostare qualsiasi valore di battito.

 

L’impostazione del metronomo è assai semplice: nel caso di quello analogico si fa scorrere il corsoio lungo la scala graduata fino al valore di BPM desiderato si imprime la prima spinta e il pendolo comincerà ad oscillare da destra a sinistra riproducendo il ticchettio che funge da guida sonora per il tempo; nel caso del metronomo digitale la procedura è ancora più immediata constando solo dell’impostazione del valore di BTM desiderato per ottenere la riproduzione del click fino alla fine dell’esecuzione. Nella generalità dei casi, questi modelli di metronomo sono forniti anche di un ingresso jack in cui inserire delle cuffie per ascoltare tramite questo supporto il ticchettio guida.

 

Per chi è alle prime armi nello studio di uno strumento, il metronomo si rivela un utilissimo alleato per sviluppare e allenare il senso del tempo che è di fondamentale importanza per qualsiasi esecuzione musicale. Tuttavia, anche l’utilizzo del metronomo durante le esercitazioni richiede pazienza, applicazione e tempo. In una prima fase, dunque, sarà del tutto naturale sentirsi un po’ a disagio, perché suonare esattamente a tempo con il metronomo non è una cosa spontanea e potrà rivelarsi un po’ più macchinoso e complesso del previsto. Un utile esercizio iniziale è quello di suonare una nota per ogni ticchettio, facendo attenzione a suonare la nota nel momento esatto in cui si sente il battito emesso dal metronomo.