Violino

Il violino è uno strumento armato a con quattro corde accordate con intervalli di quinta e ad arco, nato nelle seconda metà del XVI secolo dall’evoluzione e dall’affinamento di uno strumento preesistente, la viola acuta, per venire incontro alle nuove e più articolate esigenze timbriche ed esecutive della musica strumentale. Questa evoluzione permetterà di definire la struttura perfetta e definitiva del soprano nella famiglia degli archi, un ruolo che si andava sempre più imponendo come fondamentale all’interno del nuovo concetto di orchestra.

 

Il violino nasce dall’antica viola da braccio anche se non si può escludere anche un’influenza nell’evoluzione attuale della lira da braccio, a questo proposito si fa riferimento ad uno strumento costruito da Zuan Maria da Brescia o dal figlio Giacomo della Corna, attualmente conservato a Oxford. Non esiste una documentazione storica precisa che permetta di ricostruire con esattezza i vari passaggi che hanno portato all’attuale strumento, il cui nome è citato da Gabrieli e Monteverdi anche prima dell’avvento dello strumento come lo conosciamo. Si può, tuttavia, stabilire con certezza che il processo di perfezionamento del violino termina nella metà del XVI secolo quando a Brescia e a Cremona sono attivi rispettivamente G. Bertolotti da Salò e A. Amati, due dei massimi rappresentanti della liuteria dell’epoca, e con la definizione delle proporzioni dello strumento fissata da Stradivari.

 

Lo strumento più grezzo elaborato da G. da Salò, che presentava già quattro corde fissate in un cavigliere dalla forma a ricciolo con piroli laterali, venne reso più raffinato dalla dinastia degli Amati che ne appiattirono il fondo, arrotondarono i fori a f, resero più definiti i contorni della cassa con gli angoli appuntiti d elaborarono una eccezionale vernice superficiale. Non è un caso che N. Amati sia stato il maestro di Stradivari e Guarnieri che portarono la liuteria ai suoi massimi e insuperati livelli.

Il violino come strumento ha la sua grande affermazione tecnica con l’avvento delle scuole che fanno capo a Corelli, Viotti e Paganini.

 

Nella famiglia degli archi il violino ricopre la tessitura più acuta realizzato in legno è costituito nelle sue parti essenziali da un manico e da una cassa armonica. La classica forma a otto della cassa si compone da un piano superiore detto tavola armonica che presenta due tipici fori a f e solitamente realizzata in abete rosso e da un fondo in acero tenuti insieme da due fasce d’acero curvato. Sia il fondo che il piano armonico possono essere realizzate da un unico pannello di legno o più comunemente da due pannelli uniti seguendo le venature del legno. Tavola armonica e fondo sono tenuti insieme oltre che dalle fasce anche da un cilindro di legno di circa 6 millimetri detto anima. Questo pezzo di legno viene incastrato all’interno del violino vicino al piede destre del ponticello e ha la funzione di trasmettere le vibrazioni al fondo e di distribuire tra le due parti dello strumento la pressione delle corde.

 

Dalla cassa si diparte il manico, solitamente realizzato in legno di acero, che nell’estremità opposta rispetto alla cassa presenta il cosiddetto cavigliere su cui sono innestati i piroli che servono per regolare la tensione delle corde e termina con un fregio a intaglio chiamato riccio. Le corde si dipartono dal capotasto scorrono sopra una lamina in legno mobile chiamata ponticello, che svolge la duplice funzione di trasmettere le vibrazioni alla cassa armonica e mantenere in tensione le corde, e terminano nella cordiera fissate attraverso un cavo al bottone. Grande importanza riveste la verniciatura, non solo per la resa estetica ma anche per quella sonora e fin dai tempi degli Amati, come abbiamo visto, i liutai sono impegnati nella ricerca della migliore miscela a base di olio, alcool e resine vegetali.

 

L’archetto è un’asticella di legno elastico curvato a fuoco su cui si tende un fascio di crini di coda cavallo maschio. I crini sfregando sulle corde precedentemente trattati con una resine di larice detta pece producono attrito e dunque il suono.

 

Le parti per violino sono riportate sul pentagramma in chiave di Sol detta appunto di violino e delle quattro corde la più bassa è il Sol3, il Sol subito sotto al Do centrale del pianoforte (Do4); le altre corde sono, in ordine crescente di frequenza, il Re4, il La4 e il Mi5.