Chiave di violino

La chiave di violino è una delle chiavi musicali più universalmente conosciute e utilizzate. In questo articolo ne illustriamo la funzione e il significato nella lettura del pentagramma.

 

chiave di violino

La chiave di violino è una delle sette chiavi musicali, intendendo per chiave musicale un segno grafico che, situato generalmente all’inizio di un rigo musicale ma anche all’interno, determina l’altezza delle note scritte sul rigo stesso.

Le chiavi più diffuse sono chiave di violino, detta anche detta anche chiave di Sol, poiché questa rappresenta la nota base che definisce la posizione delle note a seguire, e la chiave di basso o di Fa. Nelle partiture per orchestre e nelle antiche edizioni di musica vocale è abitualmente utilizzata anche la chiave di Do. La chiave di Sol, è in assoluto, la più usata poiché molti strumenti come ad esempio il pianoforte, il flauto, il clarinetto, il violino, per l’appunto, e la voce utilizzano questa chiave.

Proprio il suo largo e universale utilizzo fa sì che la chiave di violino sia solitamente la prima ad essere studiata nell’apprendere i primi rudimenti di teoria musicale.

I segni grafici delle chiavi musicali sono derivati da alterazioni delle lettere dell’alfabeto gotico. La chiave di violino è un’evidente alterazione della lettera G, poiché nel sistema di notazione letterale, che precede la riforma operata da Guido D’Arezzo nel corso del X secolo (che modificò, tra l’altro anche il punto di partenza della scala, non più il La ma il Do), il Sol corrispondeva proprio all’ottava lettera dell’alfabeto.

 

chiave di violino

Come leggere in chiave di violino

 

Partendo dal presupposto che non esistono note assolute ma sempre e solo note relative alla chiave di riferimento utilizzata, la chiave di violino posta all’inizio del partitura indica, nello specifico, il Sol posizionato sulla seconda riga del pentagramma e corrispondente al Sol immediatamente sovrastante il Do centrale del pianoforte.

Fissata questa prima nota, sulla successione di righe e spazi del pentagramma avremo una scala ascendente con suoni sempre più acuti andando verso l’alto secondo la sequenza Sol, La, Si, Do, Re, Mi, Fa ecc, e una scala discendente verso suoni sempre più gravi scendendo verso il basso secondo la sequenza Sol, Fa, Mi, Re, Do, Si, La ecc. Quindi, posto che per convenzione il pentagramma si legge dall’alto verso il basso, in chiave di violino se si deve interpretare una nota al di sopra della seconda riga, occorre utilizzare una scala ascendente; se, invece, la nota è posta al di sotto, bisogna utilizzare una scala discendente.

 

chiave di violino

Un trucco mnemonico

 

Soprattutto chi è alle prime armi, potrebbe incontrare delle difficoltà nel memorizzare la posizione delle diverse note. Per aggirare queste difficoltà iniziali, esiste un espediente mnemonico molto semplice che può essere molto utile e che consiste nel memorizzare separatamente le note poste sulle righe e quelle negli spazi dividendole in due gruppi distinti di quattro (Fa, La, Do, Mi) e cinque note (Mi, Sol, Si, Re, Fa).

 

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Tagli addizionali e innalzamento o abbassamento di un’ottava

 

In alcuni casi, per alcuni strumenti, le righe del pentagramma non riescono a coprire tutta la gamma di note e si rendono necessarie i cosiddetti tagli addizionali ovvero dei frammenti di linee, che servono ad indicare una nota che supera, al grave o all’acuto, i limiti del pentagramma.

La chiave di violino, infine, se accompagnata da un piccolo "8" in alto, sta ad indicare che il tutto va eseguito un'ottava sopra; se accompagnata da un piccolo "8" in basso, un'ottava sotto. Quest'ultima particolarità si trova frequentemente nelle annotazioni di pezzi per voci maschili.

chiave di violino

Chiave di violino in inglese

 

Per una conoscenza più completa, potrebbe essere utile conoscere anche la traduzione di chiave di violino in inglese. La traduzione è “treble clef”, come è facile capire, la traduzione diventa necessaria solo per il termine indicante la chiave di Sol in italiano, poiché la lettura del pentagramma è esattamente la stessa; non a caso, la musica rappresenta uno dei linguaggi più universali e capaci di superare ogni barriera culturale e linguistica come dimostrano costantemente le grandi orchestre, composte da musicisti proventi dai paesi più diversi senza che questo costituisca minimante un ostacolo per poter fare musica insieme.

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