La chiave di violino

chiave di violino

La chiave di violino è una delle chiavi musicali, intendendo per chiave musicale un segno grafico che, situato generalmente all’inizio di un rigo musicale ma anche all’interno, determina l’altezza delle note scritte sul rigo stesso.

 

Le chiavi più diffuse sono la chiave di Sol o chiave di violino e la chiave di Fa. Nelle partiture per orchestre e nelle antiche edizioni di musica vocale è abitualmente utilizzata anche la chiave di Do. La chiave di violino è in assoluto la più usata poiché molti strumenti come ad esempio il pianoforte, il flauto, il clarinetto, il violino, per l’appunto, e la voce utilizzano questa chiave.

 

Nell’apprendere i rudimenti di teoria musicale la chiave di violino è solitamente la prima ad essere studiata perché quella più universalmente utilizzata insieme alla chiave di basso.

 

I segni grafici delle chiavi musicali e dunque, anche quello della chiave di violino, sono derivati da alterazioni delle lettere dell’alfabeto gotico.

 

La chiave di violino è un’evidente alterazione della lettera G, poiché nel sistema di notazione letterale, che precede la riforma operata da Guido D’Arezzo nel corso del X secolo (che modificò, tra l’altro anche il punto di partenza della scala, non più il La ma il Do), il Sol corrispondeva proprio all’ottava lettera dell’alfabeto.

 

Partendo dal presupposto che non esistono note assolute ma sempre e solo note relative alla chiave di riferimento utilizzata, la chiave di violino posta all’inizio del partitura indica, nello specifico, Il Sol posizionato sulla seconda riga del pentagramma e corrispondente al Sol immediatamente sovrastante il Do centrale del pianoforte.

 

Sulla successione di righe e spazi del pentagramma avremo una scala ascendente con suoni sempre più acuti andando verso l’alto secondo la sequenza Sol, La, Si, Do, Re, Mi, Fa ecc, e una scala discendente verso suoni sempre più gravi scendendo verso il basso secondo la sequenza Sol, Fa, Mi, Re, Do, Si, La ecc. Quindi, posto che per convenzione il pentagramma si legge dall’alto verso il basso, in chiave di violino se si deve interpretare una nota al di sopra della seconda riga, occorre utilizzare una scala ascendente; se, invece, la nota è posta al di sotto, bisogna utilizzare una scala discendente.

 

Per facilitare la lettura esistono tecniche mnemoniche che consistono nel memorizzare separatamente le note poste sulle righe e quelle negli spazi dividendole in due gruppi distinti di quattro (Fa, La, Do, Mi) e cinque note (Mi, Sol, Si, Re, Fa).

 

In alcuni casi, per alcuni strumenti, le righe del pentagramma non riescono a coprire tutta la gamma di note e si rendono necessarie i cosiddetti tagli addizionali ovvero dei frammenti di linee, che servono ad indicare una nota che supera, al grave o all’acuto, i limiti del pentagramma.

 

La chiave di violino, infine, se accompagnata da un piccolo "8" in alto, il tutto va eseguito un'ottava sopra; se accompagnata da un piccolo "8" in basso, un'ottava sotto. Quest'ultima particolarità si trova frequentemente nelle annotazioni di pezzi per voci maschili.

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