"Magadalene" di FKA twigs

Magdalene, il nuovo disco uscito lo scorso novembre, è il lavoro migliore e anche il più accessibile di Tahliah Debrett Barnett in arte FKA twigs.

 

FKA twigs

Qualcosa di nuovo nel panorama pop

 

Ascoltando le proposte del pop radiofonico non è raro essere assaliti dal un vago senso di dejà vu. Come un qualsiasi prodotto commerciale anche la musica deve sottostare a determinati dettami omologanti. Poi però, per fortuna, arriva l’arte e spariglia le carte in tavola e apre nuove possibilità espressive e nuovi orizzonti. È questo il caso del pop elettronico di FKA twigs, un’artista dai molti talenti e soprattutto donna libera. Di lei scrive Marta Blumi Tripodi su Rollingstone “Le sue canzoni, estremamente sofisticate e originali, non sono certo per tutti, anzi: si tratta di costruzioni complesse, per nulla orecchiabili e a tratti quasi spiazzanti e cacofoniche. Ma, per qualche misterioso motivo, arrivano subito. Soprattutto se il loro ascolto è accompagnato da un supporto visivo: bellissima, aggraziata e addobbata di orpelli come una divinità indù 2.0, twigs dà il meglio di sé nei videoclip e nelle performance dal vivo, dove il suo background da ballerina le permette di raggiungere la massima espressività”.

 

Magdalene

 

Dopo quattro anni di silenzio, da quando è stato pubblicato il suo ultimo EP, M3LL155X, Tahliah Debrett Barnett, questo il suo vero nome, torna con un nuovo lavoro intitolato Magdalene, prodotto insieme a Nicolas Jaar, Skrillex e benny blanco, uscito nello scorso novembre e considerato, non a torto, da molti critici uno dei migliori album dell’anno. In questi quattro anni l’artista britannica ha vissuto un periodo piuttosto traumatico: una rottura con l'attore di Hollywood Robert Pattinson, e nel dicembre 2017 un intervento chirurgico per rimuovere sei fibromi dal suo utero. Esperienze che trovano fiammeggiante trasfigurazione proprio in questo disco artisticamente impeccabile. Come ha affermato l'artista stessa in una recente intervista: "Se tutti pubblicassero i loro lavori solo quando sono al massimo della salute e della felicità, suonerebbero tutti come i Teletubbies o qualcosa del genere." Non è assolutamente il caso in questione e questo album suona come nient'altro pubblicato ultimamente. Magdalene riprende il discorso musicale del primo album e lo porta ad ulteriore perfezionamento. LP1 era un lavoro che ha destato subito ammirazione ma che conservava una certa freddezza. Non c'è nulla di simile in questo nuovo disco, in cui siamo immersi direttamente nel senso di angoscia e solitudine della cantautrice attraverso il vibrare dei testi struggenti e della sua voce incredibile.

Identificandosi nel lignaggio della Maddalena, archetipo biblico di devozione sacrificale, della capacità di una donna di soffrire, sopportare nonché uno personaggi più fraintesi del Nuovo Testamento, la cantautrice esplora i modi in cui la cultura profondamente conservatrice e maschilista racconta le donne; nel fare ciò, individua una versione di sé stessa all'interno di questi archetipi antichi e oppressivi, ribaltandoli e trascendendoli attraverso il potere del suo songwriting e la pura attrazione magnetica della sua presenza.

 

Thousand eyes apre MAGDALENE con twigs che canta nell'austera polifonia della musica sacra medievale  intonando una meditazione sul  momento che precede una partenza, un distacco definitivo ("If I walk out the door it starts our last goodbye ") che suona come un inno. È un prologo per un album le cui canzoni sono concepite come narrazioni, con un inizio, un climax e uno scioglimento. Mirrored Heart ha una tristezza che è quasi insostenibile dettata dalla scoperta di una solitudine ancora più dolente rivelata dall’osservazione della felicità di coppia altrui (“For the lovers who found a mirrored heart, they just remind me I’m without you"). E poi Cellophane, ballata dissonantemente e dolorosa che colpisce con la sua riflessione sulle insicurezze che inseguono ogni relazione infelice. La performance visiva che accompagna il brano – nel video l’artista esegue una pole dance, un'impresa di forza fisica che incrocia la forza emotiva espressa dal suo canto sulla mancanza - richiama l'idea di esibirsi per il piacere degli altri. È una triste danza solitaria di una donna in bilico tra indipendenza e sottomissione.

 

Cellophane è anche una delle tante canzoni di Magadalene in cui la voce di FKA twigs viene davvero alla ribalta. In altre occasioni, la sua voce era stata nascosta o distorta da effetti elettronici, ma qui le veniva dato il giusto spazio per respirare ed esprimersi. All’interno di questo album che è una disamina spietata e a cuore aperto tra dolore e sperimentazione è possibile ascoltare anche distensivi momenti di genio pop: Sad Day è un piccolo gioiello di canzone che entra subito nella mente così come Day Bed. Come già detto, questo disco suona in maniera assolutamente originale e singolare anche se è possibile rintracciare echi di Björk e David Bowie geni iconoclasti che hanno fatto della sperimentazione la cifra della loro arte.

Ma la forza dell'artista risuona nel modo in cui possiede assolutamente le sue emozioni più oscure, forgiando un suono e un'identità tutta sua. In un mondo di copie conformi, FKA Twigs è un originale in maniera dirompente.

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